I canoni delle case popolari a Udine sono una follia

Le vie della crisi sono infinite: ad infierire ulteriormente sui cittadini, già gravati dal rincaro delle merci, dalle tasse e dal taglio di molti sussidi statali, ci pensano i canoni di locazione delle case popolari, cui ultima assegnazione è avvenuta nel 2012, tramite un fortemente discusso bando di concorso; in provincia di Udine si paga un canone minimo quattro volte superiore a quello di città come, ad esempio, Trieste.
La cifra si aggira attorno ai 44, 00 Euro mensili anziché 10, 00 Euro: a dare l'allarme è il presidente della Provincia Pietro Fontanini, mentre a finire nell'occhio del ciclone è l'Azienda territoriale per l'edilizia residenziale (già Istituto Autonomo per le Case Popolari della provincia di Udine), meglio conosciuta come Ater.
A partire dal 1 Gennaio 2014, le Ater relative ai 5 territori di competenza verranno accorpate in in unico ente: tuttavia, secondo Fontanini, le differenze fra le varie aziende sono molteplici, differenze che proseguiranno anche con l'agenzia unica.
"Dal primo gennaio prenderà avvio un percorso che, forse e soltanto grazie a scelte finora rinviate, porterà a una reale uniformità di gestione. Oggi ci sono sperequazioni nel trattamento economico del personale: i dipendenti dell'Ater di Trieste hanno già intascato parte della produttività del 2013. Il personale delle cinque Ater, inoltre, a parità di mansioni, ha livelli e compensi diversi". Insomma, ritornare alla mission originaria - "garantire case a chi ne ha bisogno", sottolinea Fontanini - utilizzando i fondi per i cittadini in difficoltà.
La situazione appare profondamente problematica, e le possibilità che vengano apportati cambiamenti in tempi brevi è alquanto remota: occorre, a questo punto, far valere la nostra forza di cittadini, consci dei diritti e degli strumenti di cui disponiamo.
C'è bisogno di un'azione consapevole, ponderata, ma anche efficace e persuasiva, affinché i nostri interessi non vengano messi da parte: sottoscrivendo questa petizione, chiediamo che i canoni di locazione delle case popolari di Udine e provincia vengano quantomeno equiparati al trend nazionale. Riteniamo che le tempistiche della burocrazia italiana non siano assolutamente compatibili con una delle esigenze primarie dell'uomo, che rischia di non essere più garantita, e che quindi la cittadinanza abbia il dovere di adoperare un mezzo, spesso sottovalutato, come quello della raccolta di firme: se diffonderemo questa iniziativa, se saremo compatti ed, in poche parole, se saremo capaci di portarla avanti e di sostenerla, può diventare uno strumento potentissimo.
Firmando adesso la nostra petizione, contribuirete ad alzare forte e chiara la voce dell'indignazione di una cittadinanza che è ormai stufa delle continue ingiustizie e soprusi: siamo davvero stanchi di stare a guardare proprio i più bisognosi sempre più emarginati e sempre meno tutelati, è arrivato il momento di assumersi le proprie responsabilità come cittadini ma, ancor prima, come esseri umani.
Chi oggi si gira dall'altra parte e fa finta di non vedere, potrebbe essere colui che domani avrà necessità di un aiuto concreto!